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BIO-EDILIZIA / GREEN BUILDING
 
IL PIANO CASA PUNTO PER PUNTO, TUTTI GLI AMPLIAMENTI DI CUBATURA
IN SICILIA INTERESSATI 500MILA VILLETTE E APPARTAMENTI UNI-FAMILIARI
La Regione ipotizza di operare in deroga a revolamenti comunali
 
Articolo pubblicato ne: IL PONTE - settimanale, Siracusa (Italia) - 09 maggio 2009
Piano Casa, via libera al Decreto Legge: ampliamenti del 20% e cubatura premio 35% per la Bio-Edilizia.

Dopo lunghe trattative Il Consiglio dei Ministri, riunito il 1 aprile  in seduta straordinaria, ha ratificato l’accordo raggiunto in Conferenza delle Regioni e confermato in seguito dalla Conferenza Unificata.  Sarà varato un decreto leggeche conterra’ una riforma profonda del testo unico dell`edilizia. Il decreto sarà strutturato in forma ridotta rispetto alla bozza originaria e operativo entro una decina di giorni, dopo la messa a punto degli ultimi dettagli da parte dei Ministeri, ma con alcune  semplificazioni, quali lo snellimento delle materie di competenza statale e l’individuazione di tempi certi per il rilascio delle autorizzazioni, in coerenza con i principi della legislazione urbanistica e la pianificazione comunale.
Le linee guida e limiti di intervento della norma quadro prevedono ampliamenti del 20% per edifici uni-bifamiliari  ed ampliamenti di cubatura “premio” del 35% per chi demolisce e ricostruisce con i criteri della bio-edilizia, cioè  la soglia passa dal 20 al 35% della volumetria esistente nel caso di interventi di demolizione e ricostruzione di edifici. Operazioni che devono, però, avere lo scopo della riduzione dei consumi energetici e l’utilizzo di fonti energetiche. Le volumetrie si riferiscono solo all'edilizia residenziale, mentre i centri storici e tutte le aree protette non verranno toccate, nel pieno rispetto dei programmi urbanistici; saranno esclusi i condomini, le aree sottoposte a vincolo, i beni culturali, le zone di particolare pregio paesaggistico o di inedificabilità assoluta, gli edifici abusivi e i centri storici. Il Piano Casa si applicherà quindi alle abitazioni uni e bifamiliari o comunque alle costruzioni di volumetria non superiore ai 1000 mc, tra cui possono rientrare le palazzine con 4 o 5 appartamenti. Saranno coinvolti anche gli immobili a uso commerciale e industriale e la portata degli interventi non potrà comunque superare i 200 mc. La buona riuscita del Piano Casa secondo il Presidente Berlusconi deve avvalersi di un intervento del sistema bancario in grado di abbassare le rate dei mutui al di sotto dei canoni di locazione esistenti. In questo modo oltre alle fasce estreme sarebbe coinvolto il ceto medio.  A questo si aggiungono comunque gli incentivi previsti dalla Finanziaria per favorire il risparmio energetico degli edifici (le detrazioni Irpef  del 55% per interventi di riqualificazione energetica) che hanno valore fino al 2010 e si “spalmeranno” in 3 anni.
Nel decreto legge si prevede anche una liberalizzazione totale, senza bisogno di alcuna autorizzazione, per le manutenzioni straordinarie, per i cambi di destinazione d`uso senza opere edilizie e per l`installazione di pannelli solari.  Queste attività dovrebbero essere sottratte sia alla licenza edilizia (permesso di costruire) sia alla procedura semplificata della denuncia di inizio attività (Dia).
E’ prevista una semplificazione delle procedure burocratiche. In particolare, oltre all`ampliamento dell`area dell`attivita` edilizia che non ha bisogno di autorizzazioni, il provvedimento riforma anche la conferenza di servizi e il parere delle Sovrintendenze nel caso di opere pubbliche e private , semplifica le autorizzazioni paesaggistiche, la valutazione ambientale strategica (Vas) e le procedure per la riqualificazione dell`edilizia scolastica.
Probabilmente riletto in seguito alle attuali tragedie dell’Abruzzo verranno riviste alcune "semplificazioni in materia antisimica" e il piano casa sarà adeguato per le protezioni antisismiche.  Di fatto, viene confermata l'attuale normativa, che vieta nelle zone antisismiche di iniziare lavori di costruzione, senza una apposita autorizzazione dell'ufficio tecnico della Regione, ma con alcune eccezioni per le abitazioni, l'autorizzazione preventiva non sarà necessaria se la Regione avrà previsto con propria legge "modalità di controllo successivo anche con metodi a campione". Insomma non ci sarà più bisogno di attendere il via libera tecnico, ma si potrà iniziare a costruire salvo la possibilità (non la certezza!) di un successivo controllo. 
Fissato  di comune accordo tra governo ed enti locali il limite per l’aumento delle cubature al 20% per gli immobili esistenti e al 35% in caso di demolizione e ricostruzione secondo i criteri di bioedilizia ed efficienza energetica, le Regioni si sono impegnate ad approvare entro 90 giorni (30 Giugno) un testo di legge per la regolamentazione degli interventi, definiti tra Regioni e Comuni, volti al miglioramento della qualità architettonica e al rilancio dell’edilizia nel rispetto della compatibilità architettonica ed estetica. Dopo i 90 giorni concessi alle Regioni per l’approvazione di una legge ad-hoc  subentra un potere sostitutivo per evitare interventi a macchia di leopardo.
E’ previsto dall’intesa che ogni Regione potrà superare i parametri  previsti, in virtù della potestà legislativa in materia di edilizia e urbanistica riconosciuta dalla Costituzione, e  introdurre ulteriori parametri di incentivazione o escludere determinate zone dall’applicazione del Piano Casa. Le norme regionali avranno una validità di 18 mesi (scadenza 31 Dicembre 2010) dopo la loro entrata in vigore si potranno presentare i progetti per gli aumenti delle cubature.
Molte regioni  hanno già anticipato il Governo prevedendo semplificazioni ed accelerazioni delle spese a sostegno delle costruzioni ed incentivi per i mutui e le ristrutturazioni.
Il presidente della Regione Siciliana, Lombardo ha sottolineato che la Sicilia ha potere legislativo assoluto e già sta discutendo diversi disegni di legge dai quali si arriverà a un testo di sintesi che avrà molte cose in comune con il piano del governo, ma si discosterà per parecchi aspetti, ma “attenzione agli incentivi, perché oggi costruire 70 mq comporta gravi sacrifici finanziari che molte famiglie non possono sostenere. Inoltre bisogna anche studiare misure adeguate per chi vive in condominio”. Gli incentivi, secondo Lombardo, vanno studiati anche per chi accetta di abbattere una costruzione abusiva per costruirne un'altra o per chi possiede una casa nei centri storici o per incentivare a ristrutturare i palazzi dei centri storici. 
Così la Regione Sicilia recepirà le indicazioni del piano casa messo a punto dal governo, ma metterà in campo anche molte novità, a partire da incentivi per chi non è in grado di affrontare questo sforzo finanziario ed incentivi per l’acquisto della prima casa attraverso il contenimento degli interessi sui mutui e bonus per quanti decidono di abbattere le costruzioni abusive, impedendo l’edificazione nelle aree soggette a sanatoria. Secondo il Presidente della Regione Lombardo, la Sicilia non necessita nuove costruzioni, al contrario il Piano Casa deve avere una funzione di riqualificazione urbanistica e di rilancio economico dell’isola, puntando alla valorizzazione dei nostri centri storici, veri tesori d’arte e testimoni della grande storia della Sicilia.
In Sicilia infatti il Piano Casa potrebbe avere un impatto non indifferente sul territorio. Gli edifici interessati sarebbero mezzo milione di ville, villette ed appartamenti mono o bifamiliari ed il beneficio dovrebbe riguardare tutte le costruzioni a uso abitativo con almeno un piano fuori terra, categoria di edifici che nella nostra isola rappresenta quasi un terzo dell´intero patrimonio residenziale. Da questo punto di vista bisogna comprendere che il piano casa non deve portare ad eccessive deregolamentazioni ma deve diventare al contrario un'occasione di migliore vivibilità e riqualificazione dei quartieri e delle aree degradate, ne’ deve portare alle cementificazione delle coste  ma ad un rilancio dell'edilizia con interventi per rivitalizzare l'economia nel pieno rispetto della tutela dell'ambiente, risorsa di fondamentale importanza.
La ripresa dell’edilizia e la riqualificazione degli immobili esistenti attraverso l’aumento del 20% delle cubature sul patrimonio esistente e del 35% in caso di demolizione e riedificazione secondo i criteri della bioedilizia e del risparmio energetico, oltre che favorire le giovani coppie che hanno intenzione di costruirsi una famiglia, saranno la nuova rampa di lancio per l’economia siciliana a dispetto dell’attuale crisi economica.  
La Regione pensa di individuare percorsi per effettuare lavori di ampliamento degli edifici esistenti sia residenziali che per uso diverso, e questo anche in deroga ai regolamenti comunali e agli strumenti urbanistici e territoriali. Molto importante sarà lo snellimento delle procedure burocratiche autorizzative, che da noi raggiungono termini cronicamente lunghi..!
La Regione siciliana si doterà di uno strumento legislativo che, tra l'altro, consentirà la demolizione e la conseguente ricostruzione di edifici vecchi, rispettando gli odierni standard qualitativi, architettonici e di sicurezza. Resteranno validi ed inderogabili i vincoli sul territorio, sia archeologici che ambientali. Per iniziare i lavori, basterà solo la DIA (dichiarazione di inizio di attività) asseverata da un tecnico abilitato. Su questo si fa molto affidamento ai professionisti e colleghi che ci si augura abbiano e dimostrino sensibilità nella progettazione valutando l’impatto naturale ed ambientale degli ampliamenti previsti.
Ai singoli Comuni sarà affidato il controllo e la vigilanza sulla corretta applicazione delle norme. Le linee guida prevedono anche un intervento regionale agevolativo sulla concessione di mutui destinati alla ristrutturazione di edifici esistenti ed anche misure al fine di favorire l‘utilizzo di fonti di energie rinnovabili sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni. I Comuni dovranno comunque istituire l’elenco degli ampliamenti autorizzati, e ovviamente saranno esclusi gli edifici già dichiarati abusivi, anche se parzialmente.
Il piano di rilancio delle attività edilizie non è prescindibile dall’incentivazione di nuove iniziative che mirino al risparmio energetico e Lombardo pone l'accento sull'aspetto ambientale, affermando che "bisogna incoraggiare nella legge le misure volte al risparmio energetico, come l'uso dei pannelli solari e di tutti quegli accorgimenti che servono a risparmiare energia”. Saranno cosi possibili ampliamenti di volumetrie di abitazioni residenziali uni-bi familiari entro il limite del 20% o comunque di volumetria non superiore ai 1000 mc per un incremento complessivo massimo di 200 mc e ampliamenti del 35% della volumetria esistente nel caso di interventi straordinari di demolizione e ricostruzione di edifici con finalità di miglioramento della qualità architettonica esistente, di riduzione sensibile dei consumi energetici e di utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, secondo i criteri della bioedilizia.
Ma cosa e’ la bioedilizia? Con il termine bioedilizia, ci si riferisce a particolari metodi costruttivi e/o materiali provenienti dalla natura. La bioedilizia sfrutta prodotti naturali per la realizzazione di strutture, opere ed edifici realizzati in materiali ecocompatibili. L’obiettivo e’ di ridurre il consumo energetico dell’edificio, secondo le prescrizioni protocollo di Kyoto, attraverso opportune tecniche e soluzioni progettuali quali migliorare l’Illuminazione naturale, installare un sistema  di impianti che dialoghino con l’edificio fin dalla fase di progettazione realizzando un’architettura ecosostenibile, naturale, integrata nel territorio, rispettosa della natura e delle sue risorse, che crei un ambiente piacevole e confortevole per i suoi occupanti.
E’ quell’architettura che nasce da una coscienziosa progettazione, responsabile e sostenibile, dettata dai principi dell'architettura bioclimatica, ottimizzando le relazioni energetiche con l'ambiente naturale circostante attraverso un corretto orientamento per godere della migliore vista e dei vantaggi della luce naturale e sfruttare le migliori posizioni del sole, attraverso un’attenta progettazione delle caratteristiche costruttive e strutturali, un adeguato uso dei materiali dei materiali, locali e naturali, adottando soluzioni per il recupero dell’acqua e protezioni dagli agenti inquinanti della terra.  Nascono così costruzioni architettoniche che prendono le mosse dalla semplicità e dal sito , dalle risorse naturali locali esistenti , per godere della migliore vista e caratteristiche del sito, con i suoi alberi e le sue pietre : edifici senza tempo che rispondono alle forme della tradizione vernacolare e alla necessità intrinseche oltre che estetiche.
L'eco-architettura e l'architettura bioclimatica disegnano un nuovo concetto di "edilizia verde" nel pieno rispetto dell'ambiente, con una minore spesa per chi ci abiterà. L'edilizia verde può ridurre del 50% la spesa energetica delle famiglie e abbattere l'inquinamento di CO2 prodotto dal riscaldamento, l'illuminazione e la climatizzazione, con conseguente risparmio sui costi di gestione degli edifici e delle attività (perché ciò che e’ ecologicamente sostenibile sia anche economicamente sostenibile!).
In conclusione la bioedilizia o eco-architettura non riduce in alcun modo il piacere di vivere la propria casa, anzi ha come scopo proprio il miglioramento del benessere e della qualità della vita. Le nuove abitazioni godono infatti di particolari accorgimenti tali da ridurre l'inquinamento e i consumi/spese senza intaccare le comodità del vivere moderno. E' pertanto una risposta alla ricerca di una qualità della vita ormai perduta nella congestione delle città moderne.
In breve, la bioedilizia consente un vantaggio in termini di benessere e di risparmio in bolletta, oltre ad aumentare il valore patrimoniale dell'immobile, che per legge dal 1 luglio 09 dovra’ essere certificato obbligatoriamente, 
ma questa e’ un’altra storia…

Per qualsiasi consulenza tecnica e ambientale:
Lara Grana 
Arch. Ecosostenibile 
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  Arch. Lara Grana
 
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