Article editing in: TRAM 81-Monthly magazine, Bruxelles (Belgium) - Mars 2000  
  IL CARREFOUR DELL'EUROPA  
 

All'interno dei poli dominanti del potere medievale e secondo l'asse delle vie commerciali si disegna il sito dell'attuale "Carrefour de l'Europe", in cui ogni luogo ha un valore e una destinazione d'uso propria ed ogni parte della città risponde alle necessità urbane: "l'organismo urbano è un'insieme di parti che dialogano tra loro nel tempo e nello spazio".

Intorno al 1356, il sistema difensivo della città di Bruxelles si evolve. Le vecchie mura dell'XI sec. non sono più sufficienti ad assicurare la protezione di una città in continua crescita e si intraprendono i lavori per la costruzione di una seconda cinta muraria.
Il suo tracciato, di forma pentagonale, venne giustificato dalla creazione di uno spazio sufficientemente ampio intorno alla prima cinta muraria, per permettere l'uso di terre di riserva in caso di assedi prolungati. Questa seconda cinta muraria ingloberà 20 anni più tardi tutti i sobborghi formatesi alle porte della prima, triplicando il territorio della città (415 ettari) e fissandone i suoi confini per oltre 500 anni.
La città diviene così un'entità 'insulare' definita dalle sue mura, che ne assicurano la difesa militare e definiscono altresì la differenza tra zone rurali e urbane e la relazione con 'l'esterno', che si realizzerà unicamente attraverso le porte d'accesso e le vie di penetrazione.

Bruxelles capitale principesca dei Paesi Bassi
All'interno dalla zona urbana le attività commerciali e le abitazioni vengono strutturate in zone, che si definiscono a partire dal nucleo centrale e sono geograficamente ripartite secondo le classi sociali.
Sono i tre poli del potere medievale che definiscono e influenzano lo sviluppo urbano, sia 'fisicamente che visivamente': alla fine del secolo, la torre della collegiale di Saint-Michel, il tetto della fortezza di Coudemberg e la punta dell'Hotel de ville, sono i soli elementi verticali della città, veri e propri "repères visuelles".
Dal punto di vista politico ed amministrativo, Bruxelles subisce varie dominazioni. In origine territorio francese, diviene capitale dello stato di Borguignon, passando successivamente in mano agli austriaci ed ancora agli spagnoli. Carlo V la conquista intorno al XVI secolo e durante il suo regno Bruxelles diviene la capitale principesca dei Paesi Bassi e del vasto impero degli Asburgo di Spagna "dove il sole non tramontava mai".
Questo periodo di dominazione spagnola corrisponde ad una fase di grande sviluppo e splendore della città di Bruxelles, che quale centro amministrativo, politico e sede di governo, assume una posizione strategica nella rete degli Stati difensivi moderni e si appresta a divenire un centro internazionale.
In quest'epoca di spedizioni marittime, che conduce alle grandi scoperte oltreoceaniche ed allo sviluppo delle nuove 'industrie', nasce la necessità di una riorganizzazione dei circuiti commerciali per la concentrazione e la ripartizione delle merci. A Bruxelles il porto non è più sufficiente ed il trasporto fluviale sulla Senna appare ormai inadeguato, la navigazione è difficile a causa della diminuzione della portata del fiume dovuta all'essiccamento di numerosi affluenti in seguito a disboscamenti intensivi. Viene così scavato il canale di Willebroeck, che terminato nel 1560, collegherà la città al porto d'Anversa ed al mare. L'opera di rinnovamento dei trasporti fluviali si completa con la costruzione dei tre grandi bacini: les Bassins aux Marchands, aux Barches e di Sainte-Catherine.
Nell'era in cui lo sviluppo degli imperi e dell'assolutismo impongono le leggi del mercantilismo statico, a Bruxelles si sviluppa lo spirito del libero scambio e della concorrenza e la città si appresta a divenire centro del commercio a scapito dell'artigianato.
E' il periodo di Bruxelles 'porto di mare', il quale situato tra la Wallonie ed Anversa, dominerà gli assi commerciali delle grandi vie fluviali, con il conseguente decentramento topografico dei mercati e l'edificazione de "l'Entrepot", grande magazzino merci.
Allo stesso tempo si apportano migliorie alla rete stradale per incrementare i trasporti e permettere i collegamenti postali nascenti. La città viene collegata da nuovi reti di grandi "chaussée" a Gand, Louvain, Waterloo, Charleroi, Namur e Mons. La necessità dell'acqua porta ad installare ed accentrare le 'industrie' nascenti in prossimità della Senna e del canale di Willebroeck.

"Les impasses"
Dal punto di vista urbanistico la continua crescita demografica implica il bisogno di costruire, che si concretizza nell'occupazione dei vuoti e di tutti gli spazi disponibili all'interno delle mura, fino alla saturazione dello spazio edificabile nel centro storico.
La "densification" avviene all'interno degli isolati a scapito dei giardini e delle colture, dando origine a "les impasses", vicoli ciechi che permettono l'accesso all'interno degli isolati.
Questa tipologia porta ad un'agglomerazione di strade strette e tortuose e di edifici insalubri e malsani nella parte bassa della città, si contrappone al fasto e allo splendore della parte alta, in cui i numerosi parchi con stagni e fontane ed altre realizzazioni imponenti, come il Palazzo del Coudemberg e la collegiale di Saint-Michel e Gudule, suscitavano l'ammirazione dei sovrani stranieri e dei dignitari ecclesiastici e laici che spesso si recavano in visita in città.

Le prime trasformazioni
Da questo momento le relazioni di scambio est-ovest che erano state alla base della formazione della città si trasformano già a favore di una relazione nord-sud, che si dimostrerà determinante per lo sviluppo urbano.
La forma della città resta comunque invariata per parecchi secoli e bisognerà attendere la fine del periodo barocco per sentire l'influenza dei grandi cambiamenti della cultura europea. In effetti, in quel periodo si costruirà e ricostruirà in continuità con la maglia medievale, la forma urbana verrà modificata, ma resterà un tutto organico in cui l'evoluzione avverrà in perfetta armonia con la città stessa ed il suo ambiente.

 
  Lara Grana